La parola più dolce… quelle poche lettere che conquistano tutti

La comunicazione è un mondo fantastico e affascinante in cui tutti siamo costantemente immersi. La nostra vita è infatti relazione e quindi comunicazione.

Il primo assioma formulato dagli studiosi della Scuola di Palo Alto (California) dice in proposito che “non possiamo non comunicare” (ma su questo torneremo in futuro): e possiamo forse “non persuadere”…? Difficile. Generalmente quando comunichiamo con altre persone cerchiamo la loro approvazione, vogliamo fare in modo che i nostri messaggi vengano accolti nel miglior modo possibile.

Qual è allora la parola più dolce per ciascuno di noi, quella che viene usata in modo sistematico nella comunicazione persuasiva proprio per la sua dirompente potenza?

La risposta è… il nome! Sì, proprio il nostro nome (Maria, Stefano, Sofia, Alessandro…).

Vi è mai capitato di incontrare per la seconda (o terza, quarta…) volta una persona e non ricordarne il nome? E magari l’interlocutore si ricordava il vostro? Sensazione di disagio, vero? 😉

Per le tecniche di memorizzazione vi rimando al sito www.mindplus.it, ma qui voglio soffermarmi sulla reale efficacia dell’utilizzo di questa semplicissima strategia di comunicazione.

Quando sentiamo il nostro nome ci sentiamo riconosciuti, considerati, in qualche modo importanti. E quando qualcuno parla con noi utilizzando il nostro nome, siamo portati in maniera automatica a cercare di “sintonizzarci meglio” con lui/lei e saremo magari più malleabili in caso di eventuali richieste. In fondo sentire il nostro nome è come ricevere un piccolo ma prezioso regalo, e i regali vanno ricambiati, lo sappiamo bene…

E a proposito di nomi, sapete chi è forse il miglior utilizzatore di questa tecnica (assieme a molte altre)? Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama, comunicatore di prima grandezza, in grado di persuadere i più con la sua fine oratoria.

Ne volete subito un esempio veloce veloce? A questo indirizzo troverete la trascrizione di un’intervista al presidente realizzata da Bill O’Reilly di Fox News. Anche se non siete pratici della lingua inglese non è importante: semplicemente utilizzate la funzione “cerca nella pagina” del vostro browser e cercate “Bill”. In un video di 10 minuti il nome dell’intervistatore viene ripetuto ben 19 volte.

Con tutti questi “regali” anche il più agguerrito degli intervistatori si sentirà portato ad essere meno aggressivo…

In conclusione, provate a utilizzare regolarmente questa “parola magica” con le persone con cui parlate (in ogni contesto). Noterete subito una differenza di atteggiamento nei vostri confronti. E fatemi sapere come è andata…

Tenete presente però che se ripetete il nome dell’interlocutore a ogni frase, molto probabilmente si insospettirà e la tecnica sortirà l’effetto contrario.

Un caro saluto a tutti voi singolarmente (Marta, Francesco, Flavio, Sonia…). 😉

Fabio

2 commenti su “La parola più dolce… quelle poche lettere che conquistano tutti

  1. CHE MERAVIGLIA! HAI PROPRIO RAGIONE!! MENTRE LEGGEVO MI PASSAVANO MILLE PAROLE PER LA TESTA: TUTTE TRANNE IL NOME. TI RINGRAZIO PERCHE’ MI HAI DATO UN SUGGERIMENTO IMPORTANTE..ANCHE PER IL PROGETTO! E COMUNQUE ANCHE GESU’ QUANDO CHIAMO’ I PRIMI APOSTOLI, LI CHIAMO’ PER NOME!!
    CIAO E BUONA GIORNATA
    FRANCI

    1. Grazie Francesca!
      Sì, sembra una piccola cosa, in realtà usare il nome delle persone con cui parliamo… fa la differenza.
      Buon lavoro e un grande in bocca al lupo per i tuoi progetti.

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